
Matera: la storia
Matera è una città antichissima. Il territorio del “Parco nazionale dell’alta murgia” testimonia insediamenti sin dall’era Paleolitica. L’uomo a quei tempi viveva nelle caverne, ma con l’andar del tempo è uscito dalle queste e ha iniziato a costruire delle abitazioni, che la lì a poco, avrebbero costituito i “Rioni Sassi”.
Durante la seconda Guerra Mondiale Matera fu la prima città del Mezzogiorno ad insorgere contro i nazisti; Per questo la città fu insignita della Medaglia d’Argento al Valor Militare e nominata “Città della pace”.

Matera: i Sassi
I Sassi sono due agglomerati di case e casette l’una su l’altra. I tetti delle case fanno da pavimento ai viottoli sovrastanti con un susseguirsi di muretti, scalinate e comignoli di camini che spuntano da ogni lato. A sera, poi, incantevole è lo spettacolo delle luci che occhieggiano dalle strade e dalle case, tale da rappresentare un firmamento stellato.
Nel 1993 i Sassi di Matera furono riconosciuti dall’Unesco patrimonio dell’umanità, e nell’Italia meridionale questo sito è stato il primo ad aver ricevuto questo prestigioso riconoscimento.
Durante gli anni 60 i rioni furono spopolati per il trasferimento degli abitanti nelle più moderne e decorose abitazioni periferiche. Ma oggi i Sassi sono tornati ad essere abitati da materani e non. Da Pier Paolo Pasolini a Mel Gibson, grandi registi Internazionali hanno scelto i Sassi come set naturale per i loro film, divenuti un successo internazionale. In pochissimo tempo e quasi senza ritocchi, gli antichi rioni si sono trasformati nella Gerusalemme dell’anno 30 e i promontori della Murgia hanno ospitato la scena clou della crocifissione di Cristo.

Matera: festa patronale
Il 2 Luglio è il “giorno più lungo dei materani”. Proprio in questa data si celebra la secolare festa della Madonna della Bruna, protettrice della città di Matera.
La festa, che è uno straordinario connubio tra sacro e profano, inizia alle prime luci dell’alba per poi concludersi a tarda notte con un favoloso spettacolo di fuochi pirotecnici, non prima di aver assistito alla distruzione del carro trionfale in cartapesta.
Le fasi più concitate della festa sono:
• la “Processione dei Pastori”: la sacra effigie della Madonna, accompagnata da file di fuochi pirotecnici che ne preannunciano il passaggio, sfila attraverso i quartieri più antichi della città.
• la Cavalcata: in mattinata la statua della Vergine viene portata nella chiesa del quartiere Piccianello, con a seguito i “cavalieri” della Bruna con cavalli bardati di fiori di carta e velluti.
• la sfilata del Carro Trionfale: in serata dopo aver posizionato la statua della Vergine sul Carro Trionfale, realizzato interamente in cartapesta, questo percorre le vie della città in festa. Sempre scortato dai cavalieri il Carro Trionfale accompagna la statua della Vergine fin in cattedrale dove viene depositata. A questo punto il carro è pronto per essere assalito nella vicina Piazza V. Veneto.
• lo sfascio del carro: con lo stesso rito secolare, nello stupore generale, in un tripudio di massa, il carro trionfale viene assaltato e distrutto (verrà ideato e ricostruito l’anno dopo). Si dice che ogni singola statua o pezzo del carro porti prosperità nelle case e nelle botteghe di chi ne ha preso possesso.
• i fuochi pirotecnici: l’epilogo del “giorno più lungo dei materani” è segnato dall’esplosione dei fuochi pirotecnici che illuminano la Gravina ed i Sassi di Matera.
“A mmogghjë a mmogghjë all’onn cj vahnë” (sempre meglio l’anno venturo), è l’augurio finale dei materani per una festa sempre più bella.
Alcuni versi di Carlo Levi su Matera:
« Chiunque veda Matera non può non restarne colpito, tanto è espressiva e toccante la sua dolente bellezza. » (Carlo Levi)
« Questi coni rovesciati, questi imbuti, si chiamano Sassi. Hanno la forma con cui, a scuola, immaginavamo l’inferno di Dante, in quello stretto spazio tra le facciate e il declivio passano le strade, e sono insieme pavimenti per chi esce dalle abitazioni di sopra e tetti per quelle di sotto. Alzando gli occhi vidi finalmente apparire, come un muro obliquo, tutta Matera. È davvero una città bellissima, pittoresca e impressionante. » (Carlo Levi)
da Carlo Levi, Cristo si è fermato a Eboli, Einaudi, Torino 1963, Mondadori











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